1°CONVEGNO FEDERCANAPA a ROMA : CIP Canapa Info Point PRESENTE !!!

IL giorno 28/06/2016,

nell’aula “Tatarella” della Camera dei Deputati si è svolto il primo convegno Federcanapa:

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“Da alcuni anni è in corso a livello mondiale un processo di riabilitazione di questa coltura che storicamente ha rappresentato una fonte economica straordinaria di prodotti per ogni comunità rurale, dalla Siberia all’Australia, e che oggi è di grande interessi per molti settori industriali tra i più innovativi.

La canapa è infatti un protagonista ideale per il futuro dell’economia circolare. Anche in Italia, storico leader mondiale, un disegno di legge in discussione al Senato dovrebbe garantire la completa legittimazione della sua coltivazione e trasformazioni per usi industriali”

I soci fondatori di Federcanapa sono imprese, esperti ed associazioni operanti da lungo tempo nel mondo della canapa in Italia. “La Federazione – si legge nel comunicato – nasce con l’intento di dare voce e supporto tecnico-scientifico al fermento di iniziative in atto da due o tre anni in tutte le Regioni italiane e di costituire una rappresentanza autorevole nei confronti del Governo, delle amministrazioni regionali e degli altri settori industriali”.

http://www.canapaindustriale.it/2016/02/24/e-nata-federcanapa-la-federazione-della-canapa-italiana/

Dunque assistiamo per la prima volta a un confronto aperto tra operatori del settori e rappresentanti delle istituzioni sulle opportunità e sui fattori critici del mercato e della normativa.

Il primo a parlare è stato il noto dott. Giampaolo Grassi del dell’Cra-Cin Di Rovigo che anche al di fuori del suo intervento ha più volte ribadito l’importanza delle genetiche. Finalmente abbiamo cultivar italiane con semi registrati e approvati a livello internazionale che crescono bene,. Questo dopo che l’Italia è partita con un largo ritardo rispetto ad altri paesi più a nord, anche a causa del livello di thc che si rilevava sulle nostre genetiche autoctone, superiore originariamente anche all 1%. A seconda del prodotto finale ricercato si possono preferire le dioice o le monoiche

Beppe Croce, presidente Federcanapa, ha elencato le varietà italiane finalmente disponibili sul mercato mondiale

Dioiche

Monoiche

Asso

Carma

Carmagnola

Ermes

C. S.

Codimomo

Eletta Campana

Carmaleonte

Fibrame

“ermo” quasi pronta

Fibranova

“Carmomo” quasi pronta

Stefano Amaducci dell’Istituto di Agronomia, Genetica e Coltivazioni erbacee Facoltà di Agraria Università Cattolica del Sacro Cuore, e dell’azienda Multi Hemp, ha ribadito che 4 sono risorse principali della canapa:

-Fibra-                           -Canapulo-                                    -Seme-                                -Infiorescenza-

 

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Ci rivela che per quanto riguarda canapulo e fibra abbiamo un rapporto di nella produzione di1:7, ma ultimamente si è maggiormente nteressati al seme per l’alimentare e all’infiorescenza per l’estrazione di CBD.

Tra gli obiettivi di “Multi Hemp“:

-caratterizzare i genotipi esistenti e selezionarne di nuovi  

– sviluppare usi della fibra                                                                      

Assistiamo poi ad una splendida panoramica sulla situazione italiana della canapa, descritta da Rachele Invernizzi, di South Hemp Tecno e al suo appello ad investire risorse per i macchinari di lavoraione, ancora carenti in Italia. Rachele ha inoltre esplicitato dell’enorme risorsa che è la canapa, col suo canapuloe fibra nella produzione di carta, settore in cui in passato si utilizzava e che adesso avrebbe bisogno di un incentivo.

Interviene l’onorevole Loredana Lupo del movimento 5 stelle,

che ci ricorda di quanto importante è avere una legge al passo con i cambiamenti su questo settore. L’onorevole accenna infatti alla Bioeconomia, che può essere definita come un’economia basata sull’utilizzazione sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi finali o intermedi.

Antonio Trionfi Honorati, titolare dell’ononima azienda alimentare , nel suo intervento verte l’attenzione sui prodotti alimentari con canapa che se analizzati in alcuni casi potrebbero risultaare fuorilegge. Per ora il giro d’affari non è grande, ed è formato principalmente da piccoli agricoltori che fanno trasformazione diretta. Ci racconta anche delle possibili difficoltà nella coltivazione di canapa, quest’anno, dopo 5 anni in cuin non si avevano avuto problemi, le sue piante sono attaccate da un insetto.

Alla fine dell’intervento invita ad attivarsi per incentivi all’economia locale, sottolineando che problema sulla canapa è che non si può investire perchè ancora mancano le norme per tutelare gli investitori.

Il senatore Mario della Torre nel suo intervento manifesta entusiasmo anche a livello personale per la riscoperta di quuesto settore, e annuncia che il senato ha approvato il disegno di legge che innalzerà il thc permesso sulle cultivar da 0,2 a 0,6 %, dando maggiori margini di sicurezza ai coltivatori che potranno cosi utilizare una maggiore possibilità di genetiche.

Giovanni Milazzo di Kanesis, ormai noto anche fuori dall’Italia per il progetto dell’hemp bioplastic che porta avanti con successo dal 2014, fa un discorso interessante sulla biomassa.

Al giorno d’oggi le biomasse non utilizzate sono almeno un 20% di quelle prodotte. Con la canapa otteniamo il canapulo, che si può trasformare in pellet. Dal pellet si costruiscono oggetti di un bel colore legnoso con il filamento di una stampante 3D, ma la stessa cosa è esportabile su ogni biomassa, e ogni oggetto avrà il suo colore specifico e naturale a seconda della biomassa di provenienza.

Pietro Paolo Crocetta, di IkHemp verte l’attenzione sulle qualità italiane e sul lavoro fatto da Ik Hemp per la “riabilitazione” dell’Eletta Campana. Poi espone il problema che incontra nell’estrazione dei cannabinoidi non psicotropi..Ci sono almeno 120 cannabinoidi nella cannabis, ne conosciamo solo alcuni ma la cosa chiara è che estraendo si va in un’area in cui le concentrazione di thc, unico cannabinoide inserito nelle tabelle delle sostanze psicotrope, è maggiore di quella consentita. Questo non permette di investire sulla ricerca fino a quando non ci saranno leggi adeguate per i produttori di estratti.

Alvaro Garo di “Eco Hemp”, anche lui tra i fondatori di federcanapa fa notare che nel 95% dei casi anche quest’anno si è usato solo semi francesi in quanto danno una maggiore sicurezza sui limiti di thc sugli alimenti. Appare problematico infatti che i limiti di thc che i tedeschi han determinato, e si parla di parti per milione ( e solo recentemente si è scoperto l’esistenza di queste particelle anche in farine e olio) son di difficile misurazione, talmente microscopiche che non abbiamo i macchinari per misurarli.

La dottoressa Geremiti, (spero il nome sia giusto, non son riuscito a chiedere conferma), ha dunque parlato di sicurezza sugli alimenti. Tutti gli alimenti di uso comune fino al 1997 in Europa possono essere prodotti senza problemi. Da dopo il 1997 ci vuole un’autorizzazione per nuovi prodotti, quindi ok per olio e farina di semi di canapa.

Ha confermato che in Europa stanno riformulando i limiti sulla detectabilità del thc sul cibo in base alle nuove esigenze, e quindi stiam aspettando la norma europea che in ogni caso scavallerebbe qualsiasi legge italiana nel caso riuscissimo ad anticiparlli…Purtroppo è difficile stabilire dei limite vista la scarsità di dati scientifici sull’argomento.

E’inoltre intervenuto un rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole che ha comunicato che la posizione del ministero è quella che “un settore emergente darà problematiche”. Sono almeno 50 anni che il settore è fermo, e sono molti.. Ma dal 2000 ci si sta lavorando e si è arrivati a questo disegno di legge che instaurerà un vero e proprio tavolo tecnico della “Filiera della Canapa” che farà recepire le esigenze degli addetti ai lavori.. Conclude dicendo che bisognerà creare un sistema preciso per le forze dell’ordine , per evitare spiacevoli ed inutili incomprensioni che in passato han portato ad inutili arresti di imprenditori ed agricoltori…

Dunque la decisione di modificare il limite di thc da 0,2 allo 0,6% , sulle piante è una tutela in più per chi vuole investire nel settore.

Possiamo dire che ci è piaciuta l’atmosfera che abbiamo incontrato.

Tante persone, tra cui ricercatori e imprenditori, hanno voglia di sviluppare il tema in piena serenità e dare il loro contributo per la rinascita della canapa, soprattutto vogliono essere legali.

Abbiamo concluso la giornata con uno scambio di opinioni sul tema cannabis terapeutica proprio con la Dr.ssa Germana Apuzzo, Dirigente dell’ufficio centrale stupefacenti, che ha ascoltato le difficoltà incontrate al giorno d’oggi da alcuni di noi, con lodevole pazienza e interesse.

Esplicitando e chiedendo aiuto per la vicenda di Fabrizio Pellegrini, paziente affeto da Fibromalgia rinchiuso nel carcere di Chieti da ormai 22 giorni senza terapia e con la “persecuzione ai pazienti” che ha visto protagonista il sottoscritto e Luigi, altro paziente membro del direttivo del CIP Canapa Info Point,

Fermati, derisi dalla polizia, e accusati di spaccio per possesso di cannabis terapeutica

non abbiamo però potuto tacere i problemi incontrati giornalmente dai pazienti nell’approviggionamento del farmaco.

Ringraziamo nuovamente la dr.ssa Apuzzo per l’attenzione prestata e siamo contenti che finalmente si stan creando sempre più occasioni di dialogo con le istituzioni per far sviluppare LA CANAPA legalmente e in tutte le sue forme.

CARLO MONACO

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