Canapa Mundi: protagonista la pianta

La cosa più straordinaria in questa terza edizione di Canapa Mundi, appena svolta, è stata l’esposizione e la distribuzione di vere piante di canapa certificate, decine di persone sono uscite dalla fiera con una pianta di canapa in mano perché, grazie alla legge 242/16, è ora possibile detenere le piante a scopo ornamentale.

Roma è stata quindi la prima piazza in Italia a cogliere l’opportunità al volo e a Canapa Mundi molti stands di associazioni antiproibizioniste hanno messo in mostra le piante in fase vegetativa da cedere ai visitatori e ai propri soci e sono state molte le persone che si sono tesserate alla nostra associazione per poter finalmente e senza timore alcuno, portarsi a casa un’esemplare di pianta di canapa che fino ad un paio di mesi fa era vietata in qualsiasi circostanza.

E’ una rivoluzione lenta quella che stiamo portando avanti, ma implacabile nella convinzione del successo finale, dopo decenni di bugie e di falsa informazione, finalmente la canapa viene riconosciuta per i suoi benefici terapeutici spronando le Istituzioni locali e quelle nazionali ad occuparsi della continua e massiccia richiesta di ricorrere alle terapie cannabinoidi da parte di migliaia di pazienti affetti da patologie particolarmente pesanti, nel stesso momento alla canapa viene riconosciuta una valenza indiscutibile per rilanciare il settore dell’agricoltura alternativa e per essere oggetto di studio e didattica, visto che oltre alle fibre per uso industriale, produce anche una vasta gamma di prodotti alimentari, tutti fattori che non possono essere più ignorati.

Certo, è sconfortante constatare che quanto sta avvenendo ora è già stato detto, innumerevoli volte e nelle più svariate occasioni, da quel mondo antiproibizionista che ha sempre amato definirsi “estimatore della canapa” per tutti i benefici e le risorse che questa pianta mette a disposizione dell’essere umano, parole cadute nel vuoto, quel vuoto mentale che attanaglia settori molto ampi del parlamento, quel vuoto mentale che Serpelloni diceva essere una causa dell’uso di cannabis e che invece è prerogativa di quella parte della politica che è inerte per risolvere i problemi dei cittadini, siano questi dovuti alla salute, al lavoro o alle ingiuste detenzioni causate da un anacronistico proibizionismo.

Sono duri di comprendonio, ma per non fare la figura degli inetti di fronte alle aperture mondiali nei confronti della legalizzazione della canapa, piano piano non possono fare a meno di adeguarsi ai tempi e i tempi richiedono rispetto per i malati, favorire le opportunità lavorative, una serie di leggi che garantiscano le libere scelte e anche il diritto di coltivare sul balcone di casa una pianta di canapa.

Un ringraziamento allo staff di Canapa Mundi per averci dato anche quest’anno l’opportunità di sensibilizzare centinaia di persone sulla cultura e coltura della canapa.

Giancarlo Cecconi – Staff ASCIA-CIP

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