Cannabis. La polizia di Durham dalla parte dei cittadini!

Prima i mass-media diffondevano solo pessime notizie scritte da chi ha interessi a mantenere il proibizionismo. Oggi, mi permetto di affermare, si è giunti ad un’equità di articoli pro e contro la legalizzazione della cannabis, grazie sicuramente a mezzi di informazione più indipendenti.

Una delle più belle notizie lette in questi giorni è quella che arriva da Durham, una contea nell’Inghilterra settentrionale, in cui la polizia locale ha lanciato un comunicato stampa in cui afferma la decisione di applicare una politica di grande tolleranza nei confronti dei consumatori di cannabis. Secondo le leggi inglesi, la cannabis è una sostanza stupefacente illegale, ed il suo consumo è perseguibile penalmente, ma i poliziotti di Durham hanno deciso di ignorare chi coltiva qualche piantina di canapa in casa, o fuma discretamente marijuana. Il Commissario di polizia Ron Hogg ha infatti dichiarato:

“La nostra priorità non saranno coloro che avranno con sé una modesta quantità di cannabis per uso personale […] Certo, spetta al governo cambiare le leggi, ma quello che stiamo cercando di fare è aprire un dibattito riguardante la politica da adottare in materia di droghe”.

Progress-North-EastLa polizia di Durham ha comunque sottolineato che il commercio, lo spaccio ed il possesso di ingenti quantità di cannabis continueranno ad essere perseguiti, essendo questi crimini veri. Così come saranno ammoniti coloro che verranno sorpresi a fumare cannabis in pubblico, o dimostreranno un atteggiamento eccessivamente “sfacciato” nei confronti della legge.
Un opportunità nei confronti dei consumatori responsabili di cannabis che certamente non si lasceranno sfuggire l’occasione di scrollarsi di dosso un insensata persecuzione, e potranno finalmente coltivare la propria cannabis senza sottostare alle narcomafie che gestiscono il mercato illecito della cannabis.
Questa scelta è stata immediatamente criticata da molte associazioni che, sino ad oggi, sono state retribuite per portare avanti progetti proibizionisti col fine di combattere il consumo di droghe illegali. Però, nell’evidenza mostrataci da innumerevoli dati statistici, tali progetti sono risultati fallimentari, non riuscendo a limitare neppure l’aumento del numero dei consumatori minorenni.

David Raynes, membro dell’Alleanza Nazionale per la Prevenzione della Droga, ha affermato che:

“La polizia di Durham sta facendo tutto da sola, provando a farsi le leggi da sé…”.

Secondo il mio modesto parere, che credo sia anche quello di qualche milione di europei, la polizia di Durham ha finalmente preso coscienza del danno provocato dal proibizionismo al proprio operato: concentrare ogni risorsa per perseguire i veri crimini darà certamente un maggior slancio a chi, sin ora, ha dovuto sprecare energie per rincorrere chi aveva soltanto scelto di seguire un altro stile di vita rispetto a quello imposto da legislatori con pregiudizi assolutamente errati.

La paura della legalizzazione, esternata da responsabili di associazioni preposte a combattere l’uso di cannabis, sembra invece più giustificata dal timore di perdere il “posto di lavoro”, piuttosto che dalla preoccupazione per la salute di cittadini che comunque consumano cannabis regolarmente nonostante i divieti (vedi statistiche nazionali, europee e mondiali).

Cosa ne penseranno i poliziotti italiani? ….qualsiasi sia il loro giudizio, possiamo stare ben certi che non capiterà, in nessuna città italiana, di vedere schierare apertamente uomini in divisa, a favore della legalizzazione. Ringrazio comunque quei pochissimi agenti che, durante le ore di servizio, se beccano qualcuno con una canna, ormai chiudono un occhio. A tutti gli altri urlo invece di aprirli entrambi per sottrarsi a questo inganno voluto da chi ha ben altri interessi che il bene della collettività.

Che esista una legge non vuol dire che sia giusta: avevamo leggi che volevano la sottomissione o l’estinzione di razze ritenute inferiori. Oggi c’è una legge contro chi ama una pianta necessaria all’evoluzione dell’uomo. Non rispettare le leggi ingiuste è un atto di civiltà e di crescita sociale!

Giuseppe Nicosia – Consumatore responsabile di cannabis.

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