Cannabis Legale, i nostri dubbi interpretativi

La mia personale analisi della proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati. La mia maggior preocupazione e sulle interpretazione che la giurisprudenza darà a questa evventuale legge (ancora da discutere ed emendare), metterò anche in evidenza i commi più interessanti.

Articolo 1
(Coltivazione in forma personale e associata di cannabis)
……
Art.1 comma 1.b

« 1-bis …è consentita a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione personale di piante di cannabis, nel limite di cinque di sesso femminile … »

Quando proponemmo per la prima volta la dicitura “piante di sesso feminile”, il discorso verteva su quante fossero il numero minimo di piante non sanzionabili per un uso personale, noi abbiamo precisato che solo la pianta di sesso femminile conteneva THC per ciò ritenuta illecita.

DOMANDA: Alla luce della proposta di legge, mi chiedo come i Giudici interpreteranno questo articolo:

  1. riterranno perseguitabili le piante in fase vegetativa (senza THC) superiori al numero stabilito dalla legge?
  2. riterranno illecito la coltivazione di piante di sesso maschile (senza THC) solo perché non contemplato nella legge?

Art.1 comma 1.b

«… e del prodotto da esse ottenuto… »

Queste poche parole sono il vero gioiello di questa legge, il dirito a detenere tutto il prodoto ottenuto dalla propria coltivazione. Senza vincoli alle abilità del coltivatore e teoricamente anche le eccedenze da riusare sucessivamente in tempi di magra.

DOMANDA:

  1. il domicilio della coltivazione può essere diversa dalla residenza del coltivatore?
  2. anche i Cannabis Social Club (CSC) potranno godere di questo diritto (non rientrando in questo comma)?

Art.1 comma 1.b

«… 1-ter. È consentita la coltivazione di cannabis in forma associata ….. A tal fine il responsabile legale invia una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli di Stato territorialmente competente, ai sensi del comma 1-bis, allegando alla stessa la copia di un documento d’identità valido …. »

Non mi risulta che altre realtà associative debbano comunicare i dati personali dei propri soci, vero è che deve averli a disposizione nella sede e fornrli su richiesta della Polizia Giudiudiziaria.

DOMANDA: è lecito che il legislatore possa fare questa discriminazione tra associazioni riconosciute dal medesimo articolo?

Art.1 comma 1.b

«… 1-ter … atto costitutivo e dello statuto, che deve espressamente indicare, oltre alla coltivazione della cannabis come attività esclusiva….»

DOMANDA: questa frase vieta al CSC di avere anche attività di ricerca, educative, culturali, di prevenzione e riduzione del danno, ecc..?

Art.1 comma 1.b
«… 1-ter….Per le attività di cui al presente comma, non si applica l’articolo 79.».

DOMANDA:

  1. non viene permessa l’apertura di aree private per il consumo ed il ritrovo dei fruitori di cannabis?
  2. il socio di un CSC può frequentare, per socializzare non per approvigionamento, altri CSC?

Articolo 2
(Detenzione personale di cannabis).
……
Art.2 comma 1

«Capo I-bis. Art. 30-bis… 1. Al di fuori dei casi di cui all’articolo 26, commi 1-bis e 1-ter e fatto comunque salvo quanto stabilito dall’articolo 73, è consentita ai maggiorenni la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti in misura non superiore ai cinque grammi lordi. Il limite di cui al periodo precedente è aumentato a quindici grammi lordi per la detenzione in privato domicilio.»

DOMANDA:

  1. un socio di un CSC per avere 15 grammi in casa come scorta personale, è obbligato a fare almeno 3 viagi di approvigionamento con un quantitativo massimo di 5g a viaggio?
  2. per un periodo di permanenza fuori dal proprio domicilio, come ci si comporta?

Art.2 comma 1

«Capo I-bis. Art. 30-bis… 2. È altresì consentita la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti in quantità maggiori di quelle previste dal primo comma, previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima. Nella prescrizione il medico deve indicare: il cognome e il nome dell’assistito, la dose prescritta, la posologia e la patologia per cui è prescritta la terapia a base di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). La prescrizione deve recare, altresì, la data, la firma e il timbro del medico che l’ha rilasciata.»

DOMANDA: la legge parla di prescrizione e non somministrazione, perciò per usi terapeutici si può autoprodurre o associarsi ad un Cannabis social Club, oltre che riceverla dalla farmacia ospedaliera?

Art.2 comma 1

«Capo I-bis. Art. 30-bis… 3. È vietato fumare derivati della cannabis negli spazi pubblici o aperti al pubblico dei centri abitati e nei luoghi di lavoro pubblici e privati …»

EMENDAMENTO: dopo le parole “ aperti al pubblico” andrebbe aggiunto “dei centri abitati”

Articolo 3

(Condotte non punibili e fatti di lieve entità)
…..
Comma 1…

a) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma: «3-bis. Non è punibile la cessione gratuita a terzi di piccoli quantitativi di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti destinati al consumo personale, e comunque nel limite massimo di cui all’articolo 30- bis, comma 1, salvo che il destinatario sia persona minore o manifestamente inferma di mente. La punibilità è comunque esclusa qualora la cessione avvenga tra persone minori.»

Articolo 7

(Destinazione delle risorse finanziarie)
……

2. Le risorse finanziarie derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al titolo II-bis
della legge 17 luglio 1942, n. 907, introdotto dall’articolo 5 della presente legge, sono destinate al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, di cui all’articolo 127 del citato testo unico, nella misura del cinque per cento del totale annuo.

DOMANDA: forse era opportuno ampliare la terminologia del art.127 con ad esempio “riduzione del danno” e/o “prevenzione” più adatte a ricevere sovvenzioni, anche maggiori.

Articolo 9

(Rideterminazione delle pene)
…..

1. Le pene irrogate con sentenza di condanna definitiva prima della data di
pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale 12-25 febbraio 2014, n. 32, per i reati di cui all’articolo 73, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, concernenti le sostanze indicate nella tabella II prevista dall’articolo 14 del citato testo unico, commessi dopo l’entrata in vigore della legge 21 febbraio 2006, n. 49, sono ridotte di due terzi.

divieto-luoghi-pubbliciRingrazio di cuore l’intergruppo parlamentare per la Cannabis Legale, che ha prodotto questa proposta di legge, questi parlamentari hanno dimostrato la maturità di voler ascoltare gli addetti al settore.

distinti saluti

 

per info: www.cannabislegale.org

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Un pensiero riguardo “Cannabis Legale, i nostri dubbi interpretativi

  1. Markab ha detto:

    ciao andrea,
    il mio dubbio è che messa così, non si può farne uso neanche in un prato, o in bosco lontano dai centri abitati…. quando questa è una sostanza da aria aperta e socializzazione.

    ciao
    Markab

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