Cannabis legale nelle riserve indiane (Usa)

La tribù dei Flandreau Santee Sioux in South Dakota (Usa) sarà la prima tra i Nativi Americani a coltivare e vendere marijuana a scopo medico e ricreativo. È quanto ha appena deciso il consiglio tribale, con un voto di 5 a 1, facendo seguito alle direttive federali dello scorso dicembre che riconoscevano loro il diritto di operare in tal senso (rispettando determinate condizioni) sul territorio della propria riserva. Dal primo gennaio 2016 i residenti locali potranno acquistare e consumare cannabis coltivata in uno spazio indoor – mentre se saranno i non-nativi a farlo, infrangeranno comunque la legge, corre a specificare il procuratore generale del South Dakota, Marty Jackley.

Altre tribù non vedono invece di buon occhio simili iniziative, che nella loro opinione non farebbero altro che incrementare la criminalità, i problemi sanitari e sociali già legati alla diffusione dell’alcol, che in molte riserve è stato e rimane causa primaria di disoccupazione, violenze e povertà. È il caso della nota Pine Ridge Indian Reservation (sempre in in South Dakota) che non ha dato alcun seguito all’iniziale legalizzazione di uso e coltivazione nella riserva.

Il passo risoluto dei Flandreau Santee Sioux (e altre che stanno studiando analoghe decisioni) è dovuto soprattutto alle entrate previste, calcolate sui due milioni di dollari al mese, che insieme a quelle del casinò da tempo attivo (come in molte altre riserve) contribuirebbero non poco al miglioramento della qualità della vita dell’intera comunità, incluse nuove abitazioni, assistenza sanitaria e altro.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail