I sostenitori dei pazienti di cannabis terapeutica all’Onu

Oltre a fare passi in avanti per quanto riguarda la ricerca e l’uso, negli Stati Uniti i sostenitori della cannabis terapeutica hanno esposto la questione alle Nazioni Uniti.

Questa settimana, Steph Sherer, direttore esecutivo di Americans for Safe Access, e Michael Krawitz, direttore esecutivo di Veterans For Medical Cannabis Access, hanno avuto un incontro con altre organizzazioni alle Nazioni Unite, in preparazione per la prossima sessione speciale dell‘ Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGASS 2016) riguardo la politica antidroga, in programma dal 19 al 21 aprile.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fornire input per l’elaborazione di un rapporto che favorisca l‘ inclusione delle politiche globali in materia di cannabis terapeutica nel rapporto antidroga.

Sono 17 anni che Le Nazioni Unite non affrontano questa questione in una sessione speciale. I leader internazionali, i gruppi per la riforma delle politiche antidroga, pazienti e cittadini esortano le Nazioni Unite affinchè ci sia un cambio di strategia.

Nel National Pain Report Sherer ha dichiarato che “Le attuali politiche a livello internazionale in materia di cannabis sono obsolete ed hanno un impatto deleterio sui pazienti degli Stati Uniti e di tutto il mondo”.

Inoltre, ha aggiunto che “Le nuove politiche dovrebbero tenere in considerazione le nuove ricerche cliniche, i protocolli di sicurezza dei prodotti per la coltivazione della cannabis, la produzione, la distribuzione ed i bisogni dei pazienti a livello globale”.

Il trattato di Convenzione Unica delle Nazioni Unite è stato usato dai governi di tutto il mondo, incluso dagli Stati Uniti, nel tentativo di far deragliare l’intero processo di riforme alle leggi e alle ricerche nazionali sulla cannabis terapeutica.

Durante la conferenza “Medical Cannabis and Cannabinoids: Policy, Research and Medical Practice”,  tenutasi lo scorso Marzo a Praga, i rappresentanti delle organizzazioni per la cannabis terapeutica di 13 paesi si sono incontrati per formare la coalizione International Medical Cannabis Patient Coalition e per elaborare una dichiarazione rivolta all’UNGASS 2016.

Sherer e Krawitz affermano che inoltreranno l’invito ad agire tracciato dalla dichiarazione, che sollecita le Nazioni Unite a intreprendere una serie di azioni, compresa la rinegoziazione delle politiche mondiali sulla marijuana.

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