Iniziative e successi terapeutici a livello globale

Educare il personale sanitario e i pazienti a livello globale su applicazioni, potenzialità, effetti della cannabis medica. Questo l’obiettivo dichiarato dell’iniziativa appena lanciata dal The Medical Cannabis Institute (TMCI), sito di eLearning che già offre corsi online mirati ai professionisti medici sulla scienza e sui dati clinici della marijuana terapeutica. I primi tre enti affiliati si apprestano a lanciare specifici programmai al riguardo, incluso NeoHerbal, con base in Slovenia, che coprirà il territorio europeo. L’iniziativa nasce dal crescente bisogno (e annesse richieste) di affrontare la questione in maniera scientifica e «raggiungere una gamma sempre più ampia di cliniche, medici, assistenti e pazienti, man mano che forme di legalizzazione emergono in varie parti del mondo e la cannabis medica va diventando mainstream», spiega Vicky Mossman, vice-presidente dell’organizzazione.

Il TMCI offre oltre venti corsi specifici a 30 dollari cadauno (che nell’insieme costituiscono il Clinical Cannabinoid Medicine Curriculum) dedicati ad aspetti specifici quali Cannabinoids and Neuropathic Pain, Clinical Applications of Cannabis in Cancer Patients e The Endocannabinoid System. E opera con svariate organizzazioni mediche statunitensi per ampliare al meglio l’informazione sul tema e rispondere a specifiche esigenze locali..

Intanto la Corte Suprema canadese ha deciso all’unanimità che non ci sono limiti per definire la quantità che costituisce la “forma legale” di cannabis medica. La sentenza arriva a seguito del caso di Rylan Cameron, dodicenne affetto da una rara forma di epilessia, che per gran parte della sua vita ha subìto fino a 250 attacchi al giorno. Dopo un anno di olio di cannabis (spesso usato anche in casi di cancro), queste si sono drasticamente ridotte a una ogni paio di giorni – ma legalmente non poteva assumere la medicina con i dolciumi e altri cibi, tra cui i classici brownie.

Pur se la decisione è importante per molti pazienti ed ha effetto immediato, Mark Hauk del Saskatchewan Compassion Club invita alla prudenza: «Adesso è possibile usare legalmente estratti e cibi alla cannabis, ma non esiste ancora il modo legale di ottenerli». In altri termini, si spera che quanto prima la sentenza porti a regolamentazioni specifiche per l’avvio di dispensari medici e di licenze per i produttori locali (per ora autorizzati a commercializzare solo buds e olio a uso terapeutico).

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