Interrogazioni parlamentari sui casi Pellegrini e Monaco

Siamo venuti solo ieri a conoscenza che è stato fissato, in data 25 luglio, il dibattito parlamentare sulla legalizzazione della cannabis.

Questa la dichiarazione dell’on. Civati a seguito delle prime reazioni del fronte proibizionista con le solite prese di posizione ideologiche come da sempre è stato:

http://www.possibile.com/cannabis-civati-premier-ignaro-non-avvisato-costa-sulla-calendarizzazione-ora-pd-cosa-fara/

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Di seguito pubblichiamo le due interrogazioni parlamentari presentate dagli on. Civati, A. Maestri, Brignone, Pastorino e Matarrelli sulle vicende di Fabrizio Pellegrini e Carlo Monaco:

Al Ministro della Giustizia

Per sapere, premesso che:

Fabrizio Pellegrini, noto pianista e pittore di Chieti, malato di artrite reumatoide in cura con la cannabis, dall’8 giugno 2016 è recluso presso il carcere di Chieti;

la situazione in cui versa il musicista ci sembra possa rappresentare al meglio   un grave vulnus arrecato all’effettivo godimento del del diritto alla salute e della libertà personale;

Pellegrini, in seguito all’arresto, è stato dipinto dalla stampa locale  non come un malato bensì come un pericoloso spacciatore di droga: ” Coltivava marijuana in casa per poi venderla: arrestato. Durante un’operazione antidroga, in manette è finito F.P., classe 1968, di Chieti, fermato nell’ambito di specifici servizi mirati alla prevenzione e al contrasto dello spaccio “;

Pellegrini, ad avviso degli interroganri, a causa di una interpretazione peggiorativa delle norme di riferimento, ha visto per la sua persona le porte del carcere aprirsi più volte, in considerazione del fatto che la legge non gli garantisce, e non garantisce nessuno, un accesso sicuro al farmaco di cui necessitaper curarsi. A peggiorare il quadro, nonostante  il suo precario stato di salute, in quotidiano peggioramento, non usufruisce dipene alternative mentre è ancora in attesa di giudizio, essendogli precluso l’affidamento in prova, gli arresti domiciliari o altre pene alternative;

Pellegrini è stato già più volte condannato – nonostante le prescrizioni mediche  per l’uso terapeutico di una sostanza derivante dalla cannabis, poiché anche una pianta detenuta in casaa scopi terapeutici è considerato un comportamento illegale. Ciò accade nonostante sia affetto da patologie che necessita di cure con Cannabis, e lui come molti altri cittadini malati possono incorrere, poiché la situazione non è omogenea su tutto il territorio nazionale, in detenzioni ed essere equiparati agli spacciatori, perché le normative vigenti sono di possibile controversa interpretazione e causano fatti gravi quale quelli sipra descritti

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa;

se non ritenga necessario avviare una fase di studio della materia al fine di attuare la riforma del Codice Penale che consenta alle persone affette da patologie per le quali necessitano di cure palliative come la Cannabis e i suoi derivati, di non dover incorrere in denunce e pene detentive;

se non ritengano urgente e necessario, in attesa della emanazione della normativa in via ordinaria, emanare una normativa urgenteche chiarisca con certezza a tutti  il fatto che l’autoproduzione diCannabis per “uso personale medico” non integra ipotesi di reato.

A. Maestri
Brignone
Civati
Pastorino
Matarrelli
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Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro degli Affari Sociali al Ministro della salute.

Per sapere, premesso che:

il 20 giugno 2016, Carlo Monaco,  – affetto da anoressia nervosa – e componente dell’Associazione Canapa Info Point, si è recato a Roma presso la Camera dei deputati per partecipare un’audizione tenutasi presso le Commissioni permanenti Giustizia e Affari Sociali  della Camera dei Deputati riunite in seduta congiuntaavente per oggetto: “audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva in merito all’esame delle proposte di recanti disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati “;

Monaco, uscito dalla Camera dei Deputati alla guida del proprio scooter e in compagnia di un attivista del CIP,  è stato inizialmente seguito su Via Tuscolana per poi essere  invitato ad accostare da una volante della Polizia di Stato;

in seguito a normali controlli di rito, gli agenti della Polizia di Stato hanno chiesto ad entrambi se avessero con sé sostanze stupefacenti. Hanno ricevuto una immediata risposta affermativa e hanno consegnato spontaneamente due barattolini contenenti infiorescenze del farmaco Bedrocan. Il barattolino appartenente a Monaco conteneva circa un grammo di tale farmaco;

contestualmente ai barattolini contenenti le infiorescenze del farmaco, è stata consegnata la documentazione che attesta il diritto alla cura di Monaco, l’attestazione della consegna del farmaco da parte dell’Asl di competenza, le prescrizioni mediche necessarie e diverso materiale informativo che deteneva proprio in virtù del fatto che era stato audito lo stesso giorno presso le Commissione dette sul tema della legalizzazione della cannabis;

i due agenti, non essendone informati, nonostante le spiegazioni rassicuranti fornite di Monaco e la documentazione comprovante il suo stato di salute, chiamavano ugualmente rinforzi presso la Centrale;

in attesa dei rinforzi, i due fermati sono stati perquisiti e denudati, mentre i beni venivano trattenuti dagli agenti, tra cui circa 820 euro in contanti, provenienti  dalla cassa del Canapa caffè S.r.l.appena costituita;

all’arrivo di un Maresciallo, i fermati venivano definitivamente privati dei loro beni, tra cui il denaro e i telefoni cellulari. Il Maresciallo, non essendo a conoscenza della legislazione che consente di detenere,  per scopi terapeutici, una determinatagrammatura di estratto di cannabis – Monaco, era in possesso di circa 120 grammi – inviava una pattuglia mobile al domicilio diMonaco e in quella dei genitori, dove lo stesso è residente. In seguito ad un sopralluogo gli agenti hanno trovato circa 70 grammi di fiori e foglie di cannabis  contemporaneamente alle prescrizioni e autorizzazioni al ritiro del farmaco;

anche l’altro fermato ha subito la l perquisizione dell’abitazione, dove gli agenti hanno trovato circa 30 grammi di cannabis;

nonostante le certificazioni trovate e le spiegazioni date dai fermati, le forze dell’ordine non hanno ritenuto credibile che l’ordinamento consenta ai malati la detenzione di quellagrammatura di cannabis, da utilizzare a fini terapeutici;

entrambi i fermati, dopo essere stati perquisiti e aver subito stresspsicologico, sono stati condotti sulla volante della Polizia di Stato e portati al Commissariato Casilino di Roma. Monaco è stato successivamente accompagnato presso una struttura ospedaliera della città per eseguire diverse analisi;

a causa di ciò Monaco ha potuto accedere alle terapie solo dopo essersi sottoposto alle analisi effettuate presso la struttura ospedaliera;

a mattina inoltrata del 21 giugno,  dopo aver proceduto con le impronte digitali e aver segnalato entrambi  ai sensi dell’art. 73 del Codice Penale, i fermati venivano lasciati in zona Tor Cervara all’altezza del raccordo anulare-

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti narrati in premessa;

se gli atti posti in essere dagli agenti siano conformi alla normativa vigente nonostante la dichiarazione e prova data dai fermati di essere  pazienti in trattamento farmacologico con cure mediante l’uso della cannabis;

se non ritengano utile l’invio di una nota esplicativa alle Forze dell’Ordine per fare in modo che, in caso vengano controllati cittadini malati in cura con cannabis, quindi in casi diversi da quelli dello spaccio di sostanze stupefacenti, in modo tale che siano resi edotti del diritto alla cura e siano messi a conoscenza della riconosciuta funzione funzione terapeutica della stessa;

se ritenga opportuno effettuare un monitoraggio sui tempi di consegna di questi medicinali al fine di verificare che vengano garantiti  i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale

Brignone
A.Maestri
Civati
Pastorino
Matarrelli

 

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