Situazione sulla Cannabis terapeutica in Italia a inizio 2016, ed appello ai medici !!!

Siamo arrivati nel 2016 e purtroppo non possiamo considerarci nemmeno lontanamente soddisfatti sull’accessibilità alla cannabis terapeutica in Italia.

Non che prima dell’arrivo di questo nuovo anno, tutto fosse rose e fiori:

C’era il tabù istituzionale che rendeva complicato per molti pazienti accennare alle cure con farmaci cannabinoidi al proprio medico,

– il muro incontrato perché il 99% dei medici non era ben aggiornato o addirittura non aveva “bisogno” di esserlo,

-per non parlare poi dei prezzi proibitivi del farmaco in farmacia, (a Roma circa 36 Euro al grammo di Bedrocan), prezzo che si potrebbe abbassare tramite l’importazione diretta con la propria ASL, ma che solo pochissimi pazienti davvero “ostinati”riescono a superare la burocrazia ed ottenere.

In Italia solo pochissimi pazienti con patologie gravi riescono ad avere il farmaco senza spese mentre il 90% dei pazienti deve anticipare alla ASL il denaro necessario all’importazione per una cura trimestrale, una somma di gran lunga superiore ad uno stipendio medio italiano.

Nonostante le difficoltà nel 2015 c’è stato un boom di prescrizioni per farmaci cannabinoidi e anche un maggior interessamento da parte dei medici. Difatti a Pisa la neonata Sirca (Società italiana ricerca cannabis) ha istituito in ottobre un primo corso di formazione per i medici interessati alle cure con questi farmaci.

http://www.sirca-terapiacannabis.it/formazione/

Nonostante ci fossero pazienti ancora condannati per coltivazione, o addirittura come nell’assurdo caso di Andrea Tribulone https://www.facebook.com/groups/161502784183900/?fref=ts (questo il gruppo facebook per chi vuol saperne di piu) costretto ai domiciliari ipocritamente, ( a quanto pare quando un paziente con regolare prescrizione se viene trovato in possesso di farmaco legale col copyright va bene…ma qualsiasi derivato..che viene autoprodotto per facilitare l’assunzione magari anche con lo stesso farmaco, non avendo più copyright viene considerato droga facendo facilmente arrivare lo sfortunato paziente ad accuse di spaccio) ,

si pensava che la situazione potesse e dovesse solo migliorare…

Il decreto del 9 Novembre del ministro della Salute Lorenzin entrato in vigore il 15 dicembre 2015 invece ha purtroppo complicato e ingarbugliato maggiormente ogni aspetto a farmacisti, ai pazienti e anche ai medici.

Una critica completa del decreto è stata scritta dal ben conosciuto in questo campo Dott. Fagherazzi con il quale era stata anche organizzata una giornata di prescrizioni pubbliche a Roma per il 19 dicembre, annullata causa l’entrata in vigore del decreto.

http://www.dikesalute.com/index.php/2015/12/15/cannabis-dl-n-279-30-11-2015-la-critica-completa/

http://www.dikesalute.com/index.php/2015/12/10/comunicato-sulla-legge-lorenzin/

Riassumendo quindi i nodi focali:

Le farmacie che vorranno vendere preparati galenici con cannabis dovranno acquistare strumentazioni adatte: Diciamo che su questo aspetto, dal punto di vista qualitativo avremo delle analisi medicinali veramente precise su ogni preparato galenico, ma sono pochissime al momento le farmacie in linea col decreto. A Roma per il momento le poche farmacie che vendevano questi preparati non li possono più vendere . Speriamo che in poco tempo almeno si attrezzeranno farmacie in ogni città con le apparecchiature giuste ( questo naturalmente comporta una spesa non indifferente per la farmacia che poche avranno voglia di sostenere per un farmaco per ora considerato di “seconda categoria”.)

I medici anche quelli generici potranno prescrivere la cannabis terapeutica ma solo per alcune patologie: in maniera spudoratamente antiscientifica, l’epilessia resistente alle altre terapie, il Parkinson, l’Alzheimer sono escluse, provocando disagi e sofferenze a chi già era in trattamento.
Non solo, il decreto prevede altresì, per le indicazioni ammesse, l’autorizzazione all’uso solo dopo il fallimento di altre terapie.
Anche i pazienti sono intaccati dal decreto,

oltre a all’obbligo  sembra di non guidare per 24 ore dall’ultima assunzione del farmaco

(nonostante la lettera di risposta del ministero della Salute a Sirca in cui si parla di indicazione e non di obbligo di non guidare ma, che comunque non è chiaro)

che, che danneggerebbe la vita e le abitudini di molti pazienti e che non sembra spiegabile visto che un certificato di idoneità alla guida è previsto per farmaci ben più “complessi” come benzodiazepine o oppiacei, sempre stando al decreto, i pazienti dovranno dimostrare di fallire terapie ben più pesanti, per poter aver accesso a quelle con cannabinoidi.
In pratica questo significa, per farvi capire l’assurdità della cosa, per esempio nella terapia del dolore il paziente dovrà prima dimostrare che gli oppiacei non sono stati utili e solo allora potrebbe accedere alla cannabis.

E’ il momento che tutti i pazienti pretendano il proprio diritto alla cura e che i medici si aggiornino e comincino ad ascoltare i propri pazienti.
Con questo comunicato vorremmo una volta per tutti informare tutti i medici che la cannabis è un farmaco prescrivibile.
Da anni il THC è ufficialmente in tabella II sezione B, quella delle benzo-diazepine , cioè sostanza di riconosciuto valore terapeutico!
I farmaci attualmente disponibili sul mercato italiano sono il Sativex, unico autorizzato da”AIFA,  Si tratta di uno spray costituito da una miscela di due soli estratti della cannabis sativa, il cannabidiolo (CBD) e delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). Il Sativex è indicato unicamente come trattamento per i pazienti affetti da sclerosi multipla che non abbiano manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici e che oltretutto abbiano mostrato un miglioramento “clinicamente significativo” dei sintomi associati alla spasticità nel corso di un periodo di prova iniziale della terapia. Il medicinale è soggetto a prescrizione tramite “ricetta limitativa” (RL) – ovvero vendibile al pubblico solo su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti (neurologi) – e “non ripetibile” – ovvero da rinnovare di volta in volta. Trattandosi, inoltre, di un “farmaco sottoposto a monitoraggio” la prescrizione rimane esclusivamente realizzabile tramite la piattaforma web predisposta dall’AIFA sulla quale occorre che gli specialisti registrino i propri dati e quelli dei pazienti, per permettere all’ente la sorveglianza post marketing a tutela della salute dei cittadini. Per quanto riguarda la rimborsabilità, il Sativex è farmaco di Classe H, ovvero rientra nella categoria di farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale solo se utilizzati o forniti in ambito ospedaliero, altrimenti il costo al pubblico per una confezione contenente 3 flaconi da 10ml (sufficiente per un mese di terapia) è di 726 euro.
Inoltre in alcune farmacie galeniche o tramite importazione con Asl si può avere accesso ai farmaci della linea Bedrocan.

bedrocan medicinali

E’ solo di pochi mesi fa la dichiarazione del. Dott. Vidmer Scaioli (fondazione I.R.C.C.S Istituto neurologico Carlo Besta di Milano)

http://cannabisterapeuticalombardia.it/index.php/2015/09/01/intervista-al-dott-vidmer-scaioli-si-alla-cannabis-fatta-in-casa-ma-serve-il-registro-dei-coltivatori/

in cui viene appoggiata l’autocoltivazione della propria medicina da parte di chi soffre di patologie per cui la cannabis risulta utile:

“Basterebbe un registro dei coltivatori” sono state le affermazioni del noto medico.

Nel Canapa Info Point, ci occupiamo di canapa a 360 gradi e per quanto riguarda il settore medico, dopo la delusione dovuta dall’annullamento dell’evento di prescrizioni pubbliche del 19 dicembre, ci dispiace non poter fare molto.

Abbiamo ascoltato tante difficili storie di persone che soffrono e questo ha toccato la nostra sensibilità, così abbiamo pensato di scrivere questo comunicato.

Basta parole, non si scherza con la salute delle persone!!!

Vorremmo che questo venga letto da tutti i medici interessati alle terapie con farmaci cannabinoidi.

Vorremmo iniziare una catena con i medici che appoggino e sottoscrivino le dichiarazioni del dott.. Scaioli.

Vogliamo che i pazienti con prescrizione medica possano coltivarsi la propria terapia se lo vogliono.

Oltre che un “registro dei coltivatori” non sarebbe complicato creare territorialmente “istituti per il controllo del farmaco autoprodotto.”

Vorremmo che i medici sottoscrivino questo pensiero e portare queste richieste direttamente alla classe politica.

Le nostre conoscenze giuridiche ci ricordano che un decreto legge va trasformato in legge entro 60 giorni dall’approvazione. Rita Bernardini ha dichiarato che i Radicali avrebbero impugnato il decreto e ci auguriamo quindi di saperne di più entro il compleanno degli amici di LaPiantiamo il 29 Gennaio.

Altrimenti entro il 15 febbraio dunque ci dovrebbe essere una prossima mossa da parte del ministro della salute Lorenzin, o si ritornerebbe alla situazione di qualche mese fa.

Sul piano di vista “ cannabis uso ricreazionale” il record di sequestri nonostante l’anticostituzionalità della legge antecedente parla chiaro, http://www.dolcevitaonline.it/dati-2015-in-italia-record-di-sequestri-di-cannabis-oltre-850mila-kg-e-400mila-piante/

e non sappiamo come prendere le dichiarazioni di Della Vedova http://ilmanifesto.info/della-vedova-ncd-sappia-che-la-depenalizzazione-entrera-in-italia-dalla-porta-principale/

in seguito alle dichiarazioni di Alfano, Renzi e NCD che in in questi giorni sembrano chiudere ogni forma di dialogo sulla depenalizzazione

http://www.dolcevitaonline.it/il-governo-non-depenalizzera-la-coltivazione-di-cannabis-per-renzi-gli-italiani-non-capirebbero/.

Mentre è solo di 2 giorni fa la notizia che in Germania il ministero della salute ha rilasciato un regolamento per posizionare progressivamente la cannabis sullo stesso piano di altri farmaci, questo significa che a breve in Germania qualsiasi dottore potrà prescrivere e qualsiasi paziente potrà comprare cannabis in qualsiasi farmacia. Non solo, è previsto proprio che i pazienti possano coltivare la propria medicina.

Fonte: encod ; eurodrug

E’ il momento di farci sentire!!! Qui In Italia alcuni pazienti hanno le medesime sofferenze di pazienti tedeschi o americani!!!

A Rosolini in Sicilia alcuni medici han dato vita a “medicannabis” un vero e proprio centro specializzato in cure con cannabinoidi. oggi ha già 15 pazienti.

http://video.repubblica.it/edizione/palermo/cannabis-terapeutica-a-rosolini-il-primo-centro-privato-della-sicilia/224065/223321

Vogliamo che realtà del genere sorgano in tutta Italia e che non siano delle oasi nel deserto.

Vogliamo far sapere ai medici che la cannabis terapeutica esiste e deve essere presa seriamente in considerazione nelle possibilità di cure o di alleviamento di diverse patologie.

Non bisogna più ostacolare l’uso di questi farmaci e, dato il loro costo ancora proibitivo, dato che dallo stabilimento militare di Firenze la produzione non ha minimamente le carte in regola per garantire il fabbisogno nazionale,

Vorremmo che sempre più medici appoggino l’autocoltivazione.

“Ben venga quindi il registro dei coltivatori” e “istituti territoriali di controllo di qualità”, l’importante è che la gente possa avere libero accesso alle cure di cui ha bisogno nel minore tempo possibile.

Chiediamo a tutti i medici e pazienti di esplicitare il loro appoggio a questo appello.

Grazie

Carlo Monaco

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