USA meno liberi, ma la cannabis un po’ di più

Senza titolo-1Apriamo questo articolo con un doveroso saluto di addio al professor Umberto Veronesi, al quale va riconosciuta, da parte nostra, la sua perseveranza nel confutare le tesi del proibizionismo sui danni che la cannabis produrrebbe sulla salute dei consumatori. Il suo ultimo intervento in appoggio alla legalizzazione è di solo un paio di mesi fa e ancora una volta ha ribadito la sua posizione dichiarando: “<em>Capisco che in questo momento il Governo abbia come priorità crisi e riforme, ma le scelte etiche che possono fare dell’Italia un Paese più civile in cui vivere soprattutto per le nuove generazioni, non andrebbero sistematicamente rimandate. Spero che il movimento d’opinione mondiale a favore dell’antiproibizionismo, rilanciato dal New York Times, trovi anche qui uno spazio per il dibattito</em>”. Buon viaggio professore, grazie!

Ritornando al contesto del titolo, oggi il mondo si è ritrovato diverso e di conseguenza un po’ perplesso, come forse lo fu quando personaggi che inneggiavano alla supremazia della razza, alla difesa degli interessi nazionali e al disprezzo per tutte le altre etnie e nazioni, assunsero il ruolo di protagonisti nella storia mondiale, con il consenso dei loro popoli.

Non è bello pensare che le sorti mondiali siano nelle mani di chi predica e pratica l’intolleranza e il disprezzo, di chi consente al proprio ego di emergere a danno dei rapporti internazionali, di chi ancora considera una razza, una fede religiosa e uno stile di vita superiori a tutte le altre, ma non sarebbe stato bello neanche venire a sapere che per l’ennesima volta un rappresentante della Casta Globale avrebbe ancora deciso le sorti del pianeta per molti anni.

Eppure la Storia recente ci ha mostrato personaggi diversi, in grado di operare per un reale cambiamento, in difesa dei diritti civili, pronti ad abbracciare e lottare per le libertà individuali, questo è stato ad esempio il governo Zapatero in Spagna o la presidenza Mujica in Uruguay, dove i diritti civili sono stati al centro dei loro mandati istituzionali.

Anche gli USA avevano in Sanders uno di questi personaggi, ma probabilmente l’America non è pronta, come quasi sempre non lo è mai stata, a difendere i diritti dei diversi, siano questi neri, omosessuali, consumatori di cannabis, islamici, nativi e via dicendo ma ….è andata così e non ci resta che stare a vedere fino a che punto la follia umana è in grado di spingersi nonostante le esperienze del passato.

In ultimo non possiamo non accennare al successo referendario in tema di legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo negli Stati della California, Massachusetts e Nevada, che si aggiungono ad Alaska, Colorado, Oregon, Stato di Washington e Washington D.C. alcuni democratici ed altri repubblicani, un’affermazione trasversale che sta quasi a significare: “<em>Tanto nei vostri giochi non potremo mai entrarci, né tantomeno modificarli, ma almeno lasciateci fumare in santa pace!</em>”

Giancarlo Cecconi – ASCIA

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