La produzione attuale di canapa in Italia e nel mondo

A fine maggio 2015 si è tenuto a Wesseling, in Germania, un importante convegno sulla canapa. Il convegno ha raccolto più di 200 esperti del settore provenienti da 39 diversi paesi di tutto il mondo per l’11° conferenza della EIHA (European International Hemp Association) con la finalità di scambiarsi informazioni sulla crescita dell’industria legata alla canapa industriale.

Secondo i dati diffusi durante la conferenza la superficie totale nel mondo impiegata dalla coltivazione di canapa industriale ha raggiunto circa 85.000 ettari nel 2011, dei quali circa 60.000 per le fibre (soprattutto Cina ed Europa) e 25.000 ettari per i semi (soprattutto Canada, Cina ed Europa). Fino agli anni ’30 del secolo scorso l’Italia era il secondo produttore al mondo per quantità: nel periodo di massima produzione solo in Italia erano coltivati a canapa oltre 79.000 ettari con un rendimento annuo che sfiorava gli 800.000 quintali.

Ma è un dato in continua evoluzione visto che attualmente in Europa la canapa è coltivata su 17.000 ettari nell’Unione Europea (in almeno 13 Stati membri), la più grande area da 10 anni ad oggi, con una quota crescente nella produzione di sementi. L’Europa ha raggiunto un nuovo record nella produzione di sementi di canapa con 9.000 tonnellate nel 2013. In combinazione con le importazioni dalla Cina il consumo è aumentato stabilendo la nuova cifra record di circa 18.000 tonnellate. L’80% di questi semi è stato utilizzato per i mangimi di pesci e uccelli e solo il 20 % per i prodotti alimentari. Con il Canada, che ha iniziato a produrre anche le fibre e gli Stati Uniti, che stanno legalizzando la coltivazione della canapa industriale stato per stato, nuovi record sono attesi per i prossimi anni sia per la produzione di semi, sia per quella di fibra.

Non appena le fibre di canapa saranno disponibili a livello globale, Europa, Cina ed America saranno mercati sempre più attraenti per l’industria automobilistica mondiale. Inoltre le fibre di canapa europee saranno presto probabilmente le prime naturali ad avere una certificazione di sostenibilità a livello mondiale. Il consiglio di amministrazione e l’assemblea generale della EIHA hanno infatti deciso di intraprendere una certificazione ai sensi del regime ISSC PLUS.

 

Impieghi industriali attuali della canapa

La canapa industriale è nota per le sue fibre forti, che sono sempre più utilizzate nel settore automobilistico europeo per il rafforzamento delle parti in plastica interne, nonché come materiale isolante eco-friendly. La carta utilizzata per la produzione di sigarette è spesso realizzata con fibre di cellulosa di canapa. Il nucleo legnoso della pianta di canapa, il canapulo, viene utilizzato per le lettiere degli animali e per la pacciamatura dei giardini, mentre mischiato alla calce da’ vita ad una serie di prodotti per la bioedilizia che spaziano dai biomattoni a intonaci e materiali isolanti che favoriscono la traspirazione dell’umidità.

 


 

Produzione di fibre per vari scopi

 

Attualmente per la raccolta della canapa si percorrono diverse strade a seconda della destinazione finale del prodotto. Infatti, mentre l’industria tecnica richiede l’intero fusto, per soddisfare le esigenze di quella tessile bisogna provvedere alla fornitura del tiglio separato dal canapulo.

Il metodo più semplice di raccolta prevede la falciatura delle piante con una barra bilama accompagnata da un convogliatore che dispone gli steli già in andane; come alternativa si può impiegare una falcia-condizionatrice con opportune modifiche nelle distanze dei rulli e nella distanza dell’aspo.

Dopo l’essiccazione, effettuata in campo, si preparano le rotoballe o le balle, trinciate o meno, secondo la destinazione d’uso. La successiva fase d’estrazione della fibra avviene con trattamenti meccanici e fisico-chimici senza macerazione in acqua. Nel caso di coltivazione di canapa da seme occorre tener conto della maturazione disomogenea degli acheni che procede dal basso verso l’alto della pianta e dall’estremità verso la base dei rami. L’operazione di raccolta si può eseguire con le normali mietitrebbie da mais apportando modifiche nell’altezza della barra falciante.

Dalla pianta si ricavano la fibra tessile, stoppa, fibra di qualità inferiore non adatta all’uso tessile e canapulo, cioè residui legnosi. La canapa ha delle eccellenti qualità: è un ottimo isolante termico, è traspirante e igroscopica, inattaccabile da acari, muffe, funghi e tarme; non conduce energia elettrica per cui non si carica di elettricità statica, è tenace e resistente alla rottura ed all’usura, è resistente allo sporco, anallergica, ed è gradevole al tatto. Altre caratteristiche della canapa: è traspirante conferendo una sensazione di fresco, resiste ai raggi U.V.

I pannelli isolanti ad esempio vengono prodotti trattando la fibra di canapa con soda o sali di boro, per migliorarne il comportamento al fuoco, e poi sottoponendola a termofissaggio per fondere alla fibra di canapa delle fibre di poliestere che fanno da rinforzo e sostegno del pannello.

La resa dipende da diversi fattori: la varietà, le condizioni del suolo, il clima e dai possibili elementi di disturbo (grandine, parassiti, etc). In linea di massima per la fibra si considera una produzione che va dalle 8-10 tonnellate di fusti per ettaro delle varietà monoiche alle 10-12 tonnellate di fusti per ettaro delle varietà dioiche, che equivalgono ad una resa in fibra tra 2 e 3,2 t/ha. Per i semi la resa varia tra 0,6 e 1,4 t/ha.