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Produzione di CBD per Farmaci

 

Molti scienziati, aziende e agricoltori mostrano un crescente interesse per il valore medicinale (ed economico) di questo cannabinoide. Come sottoprodotto della canapa industriale coltivata per fibre e/o per semi, possono essere estratti da fiori, foglie e steli circa 3 kg di CBD per ettaro coltivato. Il prezzo di mercato del CBD farmaceutico oggi si aggira tra i 20mila e 30mila euro al kg. Il consumo di prodotti farmaceutici di origine naturale attualmente è in considerevole crescita.

Il CBD è considerato un cannabinoide non psicoattivo. Ha un effetto sedativo e grazie al fatto che allevia vari dolori e sintomi, la maggior parte di coloro che ne fanno uso lo ricerca per questo. I suoi usi officinali superano quelli di qualsiasi altro cannabinoide noto, fra cui: la riduzione o la prevenzione d’infiammazione e nausea, diabete, alcolismo, PTSD, schizofrenia, artrite reumatoide, epilessia, patologie cardiovascolari, antipsicotico, ansiolitico e antidolorifico per gli spasmi muscolari o i dolori neuropatici, tradizionalmente più difficili da curare con qualsiasi rimedio medico, anche farmaceutico.

Grazie alle ricerche scientifiche oggi è più chiara la comprensione di meccanismi su cui agiscono i cannabinoidi; i mammiferi, gli uccelli, i rettili e i pesci hanno tutti composti endocannabinoidi che sono prodotti dai loro organismi, costituiti da un cannabinoide “naturale” chiamato anandamide.

Tecnicamente, l’anandamide (Ananda = beatitudine interiore + amide = tipo chimico) è un neurotrasmettitore naturale che circola nel nostro organismo.

I cannabinoidi influiscono sul nostro organismo perché questo contiene i suddetti recettori, fatti per legarsi alle specifiche molecole dei cannabinoidi.

Inoltre nel caso specifico del CBD, il recettore della serotonina 5-HT1A, che fa parte della famiglia dei recettori che si legano al CBD, quando viene attivato esercita i forti effetti antidepressivi tipici dei cannabinoidi, che poi portano ad attivare altre funzioni officinali del CBD, perché questo recettore agisce anche in un’ampia gamma di processi come ansia, dipendenza, appetito, sonno, percezione del dolore, nausea, vomito, ecc.

Il CBD produce parte degli effetti ansiolitici attivando dei recettori chiamati recettori dell’adenosina. Questi regolano le funzioni cardiovascolari, il consumo di ossigeno del miocardio e il flusso sanguigno delle coronarie, alleviando molti sintomi di ansia, tensione, rigidità del petto, fiato corto, ecc.

Questi recettori regolano notevolmente altri neurotrasmettitori nel cervello, come la dopamina e il glutammato. La dopamina non è solo responsabile delle sensazioni positive che possono incidere su sonno, stato d’animo, memoria, attenzione e movimenti volontari. Per questo è utilizzato nella cura della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Grazie alla sua capacità di lenire la sofferenza, il suo uso è stato autorizzato nella sperimentazione della terapia del dolore, in alternativa ad altri farmaci di origine oppiacea che pur essendo efficaci, incidono drammaticamente sulla coscienza di sé

 


 

 

Prospettive per impieghi farmaceutici di canapa emersi da convegno di Wesseling

 

Accanto a fibre, canapulo e semi, nel 2013 è stata dedicata molta attenzione al CBD (Cannabidiolo) le cui proprietà mediche, senza effetti collaterali rilevanti, sono oggetto di studi in tutto il mondo. Il THC, il cannabinoide psicoattivo responsabile dell’ effetto allucinogeno associato alla canapa e che ha anche una forte valenza medicale, esiste solo in concentrazioni molto basse nella canapa industriale (< 0,2%).

Negli ultimi anni, l’interesse medico e scientifico è andato aumentando verso il potenziale terapeutico del CBD, il cannabinoide primario della canapa industriale, presente in concentrazioni comprese tra lo 0,5 e il 2% nella parte superiore della pianta. Il potenziale utilizzo terapeutico del CBD è stato evidenziato in un gran numero di malattie e sintomi, tra cui disturbi d’ansia, il disturbo da stress post-traumatico, psicosi, epilessia, distonia, diabete, cancro, malattie infiammatorie, malattia di Alzheimer, malattie della pelle, epatite, obesità e disturbo da deficit di attenzione. Il CBD può essere estratto parallelamente alle fibre di canapa e canapulo, dando un reddito extra e senza pregiudicare la qualità dei materiali.

Alla conferenza, i principali produttori europei farmaceutici di THC e CBD hanno presentato le ultime tendenze della produzione e della commercializzazione del CBD. L’azienda britannica GW Pharmaceuticals ha annunciato che la US Food and Drug Administration ( FDA) ha permesso la conduzione di studi clinici con Epidiolex, il loro nuovo estratto di cannabis che contiene il cannabidiolo come principio attivo. James Brodie ha detto che è destinato ad essere utilizzato nel trattamento di bambini con sindrome di Dravet una forma rara e grave di epilessia genetica resistente ai farmaci comunemente utilizzati. Tjalling Erkelens dalla società olandese Bedrocan, che produce diversi ceppi di cannabis terapeutica (la stessa che importiamo in Italia) sotto la guida del Ministero della Salute dei Paesi Bassi, ha comunicato l’intenzione di aggiungere una varietà ricca di CBD alle quattro già attualmente disponibili.

Holger Rönitz dell’azienda tedesca THC Pharm GmbH ha presentato una panoramica sull’introduzione di THC e CBD sul mercato tedesco. Due iniziative agricole tedesche offrono materie prime e competenze di estrazione alle aziende farmaceutiche e ai potenziali investitori presenti alla conferenza.

Infine il dr. Gianpaolo Grassi primo ricercatore del CRA-CIN di Rovigo ha mostrato vari procedimenti di crescita per migliorare le proprietà farmacologiche della cannabis con particolare attenzione al CBD.

Si prevede che gli sviluppi in Europa seguiranno il trend degli Stati Uniti: in molti Stati degli Stati Uniti un gran numero di prodotti a base di CBD sono disponibili, comprese le tinture, estratti, gomme da masticare e altri prodotti pronti per l’ uso, oltre a semi di cannabis per produrre piante di cannabis con alto contenuto di CBD.