È notizia di ieri (Venerdì 15 Novembre 2019) che la Commissione Agricoltura della Camera ha finalmente approvato una risoluzione unitaria sull’uso e la coltivazione della canapa in Italia. Il documento, lungamente atteso, prende di mira le problematiche connesse all’uso agricolo derivati dalla cannabis sativa che hanno destato non poche perplessità giuridiche .
La risoluzione della Camera si allaccia alle legge 242 del 2016, che sostiene la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.) come coltura in grado di ridurre l’impatto ambientale, prevenire la desertificazione dei suoli e contrastare la perdita di biodiversità: si tratta ormai di un settore che solo nel nostro paese ha visto gli ettari impiegati in Canapa passare da 950 a più di 3mila, con un conseguente aumento dell’occupazione.

L’intervento della Commissione, in particolare, chiede al Governo:
di intervenire in merito alla cessione di biomassa essiccata, trinciata o pellettizzata composta dell’intera pianta di canapa o di sue parti, identificabili o che, nel complesso, ne consentano l’identificabilità nello stato stabilizzato di presentazione -biomassa con tenore di THC non eccedente lo 0,2% – per la fornitura ad imprese attive nei settori quali farmaceutico, alimentare, cosmetico e manifatturiero nel rispetto della disciplina vigente in ciascun settore”.
Il documento si riferisce alle varietà approvate per la coltivazione e iscritte nel registro delle varietà certificate di canapa, seguendo gli accordi europei che impongono severi limiti sulla quantità di THC presente. Ma l’aspetto da chiarire era proprio cosa farne, del raccolto: la legge infatti non era troppo chiara sui possibili utilizzi a fini estrattivi e sui residui di THC massimi per gli alimenti, questioni che ora dovranno essere chiarite dall’esecutivo quanto prima.
Fra le altre questioni poste dalla Commissione, si rileva la richiesta di alzare ulteriormente il livello di THC, per permettere la coltivazione di un maggior numero di varietà, e la possibilità di utilizzare anche le infiorescenze di canapa per la preparazione di prodotti, modificando l’attuale classificazione dei Novel Food contenuta nella lista Belfrit. Staremo a vedere come, e sopratutto con che velocità, saprà muoversi il Governo.