Brutta sorpresa per gli appassionati di Cannabis Light in Italia: anche se la legalizzazione sembrava ormai cosa fatta, grazie all’introduzione della Canapa nella nuova legge di Bilancio, la Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha stralciato l’emendamento depositato dal Governo annullando di fatto la liberalizzazione nel nostro paese. Una mossa a sorpresa che ha provocato diversi malumori da parte della Maggioranza, mentre ha ricevuto il plauso dell’Opposizione da sempre trincerata su posizioni estremamente proibizioniste.
Netta la posizione della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA): lo stralcio della norma sulla commercializzazione della Cannabis Light crea un oggettivo problema per i coltivatori, perché mentre resta legale coltivare canapa industriale con un limite di THC dallo 0,2% allo 0,6%, non è consentito commercializzare i fiori per l’assenza di una norma legislativa che chiarisca i limiti del principio attivo. Un problema che rischia di lasciare nell’incertezza centinaia di agricoltori in tutta Italia, che paradossalmente possono coltivare una pianta ma non vendere il proprio raccolto.

La Canapa, sostengono gli agricoltori, è tornata in auge in Italia solo recentemente dimostrandosi utilissima come coltura di rotazione (è infatti nota per rilasciare nel terreno sostanze nutritive utilissime per i raccolti successivi) e destato l’interesse non solo degli appassionati di Cannabis Light, ma anche del settore farmaceutico, cosmetico, tessile e per le industrie produttrici di materiali per la bioedilizia. Si tratta quindi di un duro colpo per diversi comparti industriali, in un momento storico in cui l’economia fa fatica a mantenere il ritmo di altri paesi europei.
Staremo a vedere se il Governo presenterà un nuovo disegno di legge per trattare finalmente in maniera approfondita la materia, dando la possibilità a migliaia di agricoltori in tutta Italia di vendere il frutto dei propri sforzi economici e lavorativi; se così non fosse, si andrebbe a colpire un settore che impiega ormai più di 12.000 addetti in tutta Italia e diverse centinaia di imprese già messe a dura prova dalle decisioni politiche degli ultimi anni. Un trend in netto contrasto con il resto d’Europa e del mondo, dove stiamo assistendo a progressive liberalizzazioni che contribuiscono a ridurre la criminalità ed aumentare le entrate statali.