Dal primo gennaio 2019 il cannabidiolo, comunemente chiamato semplicemente CBD, è stato tolto dall’elenco delle sostanze dopanti emesso dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA-AMA). Anche l’Italia si è adeguata a questa decisione, aggiornando la nuova lista delle sostanze attive il cui impiego è considerato doping per le competizioni sportive. Con il Decreto dell’11 giugno 2019 il CBD viene quindi escluso dalla classe dei cannabinoidi (S8).
Si tratta senza dubbio di una novità molto importante: ormai sempre più atleti utilizzano il CBD, come anche altri derivati della canapa, per integrare e recuperare meglio dopo gli allenamenti; il cannabidiolo infatti ha proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antidolorifiche che lo rendono adatto a chi soffre di dolore cronico o ha bisogno di rilassare e rigenerare i muscoli provati dalle sessioni di training.

I vantaggi del CBD nello sport
Il CBD viene spesso consigliato dai preparatori sportivi per il recupero muscolare al termine di un allenamento intenso. Proprio in questa fase bisogna evitare l’accumulo di acido lattico, cosa che è possibile se questi sono rilassati. Il cannabidiolo velocizza il recupero tramite l’azione che esercita sui recettori del sistema endocannabinoide e in questo modo rilassa i muscoli per permettere un’efficace rigenerazione dei tessuti che hanno subito lo sforzo fisico.
Naturalmente il corpo umano dopo l’attività fisica è sottoposto naturalmente ad infiammazioni, ma queste se non sono controllate possono avere conseguenze anche gravi: ecco perché spesso gli atleti utilizzano farmaci per ridurre i tempi di recupero. Oggi vengono utilizzato dei farmaci così detti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), che però con un utilizzo costante possono portare a problemi a reni e stomaco oltre a diverse altre patologie.
L’utilizzo del CBD dopo gli allenamenti aiuta anche per conciliare il sonno, cosa importante se ci si allena la sera, perché l’adrenalina e lo stress causati dall’intenso sforzo fisico non sempre permettono il giusto riposo e l’assunzione di questa sostanza permette di stimolare il sonno. Il cannabidiolo aiuta quindi a rilassarsi e di conseguenza può essere utilizzato anche per migliorare gli stati di stress ed ansia quando si partecipa a competizioni più o meno importanti.
Attenzione al THC
Gli atleti dovranno sempre continuare a stare attenti al contenuto di THC in caso di utilizzo di prodotti da ingerire, visto che ad esempio gli oli al CBD più diffusi hanno un THC inferiore allo 0,5% sul mercato italiano, o 0,2% nel resto d’Europa (anche se il limite del THC europeo sembra che verrà a breve alzato a 0,3%).
Per l’Agenzia Mondiale Antidoping il THC è ancora considerato dopante, con una soglia di tolleranza di 150 nanogrammi per millilitro di sangue; Allo stesso modo sono anche vietati i cannabinoidi sintetici come K2 e Spice.