A fine Ottobre è nato un intergruppo in Parlamento per discutere finalmente di legalizzazione della cannabis. Il gruppo è composto già da 50 membri di diversi partiti, soprattutto deputati del M5S, PD, LeU, Italia Viva, del Gruppo misto e molti altri si stanno avvicinando. Non ha ancora aderito nessuno del centro destra, ma la speranza è che a breve qualcuno lo faccia, come fa sapere uno dei promotori, il deputato di +Europa Riccardo Magi.

Magi vuole sollecitare tutte le parti politiche a partecipare a questa iniziativa, sperando di trovare l’appoggio di quei rappresentanti di stampo liberale che vedono nella legalizzazione della cannabis la lotta contro la criminalità, come anche una riduzione del danno e la possibilità di cura e terapie alternative per i malati.
La nascita dell’intergruppo riprende quanto era già successo nel 2016, quando oltre 300 parlamentari di tutti gli schieramenti politici avevano aderito ad un’iniziativa simile. Sempre in quel periodo era stata depositata la legge di iniziativa popolare “Legalizziamo”, poi arenatasi.
Anche il dibattito attuale si concentra proprio su questa proposta di legge, sottoscritta da oltre 68 mila persone nel 2016, e portata avanti dall’Associazione Luca Coscioni e dal partito dei Radicali Italiani. Purtroppo da oltre 3 anni la legge giace ferma in Parlamento e non è mai stata calendarizzata: la speranza è che il dibattito venga seguito anche dal Presidente della Camera Fico, che ha più volte espresso la sua volontà di dare priorità alle leggi che provengono dall’impulso dei cittadini.
La manifestazione “Cannabis? Meglio legale”
Proprio di recente sono state presentate al Presidente Fico altre 25 mila firme in sostegno della proposta “Legalizziamo”, in concomitanza con la manifestazione che si è tenuta davanti Montecitorio il 23 Ottobre in favore della legalizzazione delle cannabis.
Il Presidente Fico, durante la manifestazione, ha ricevuto una piccola delegazione composta da Filomena Gallo, Segretaria dell’associazione Coscioni, Antonella Soldo, Tesoriera di Radicali Italiani, e Walter De Benedetto. Quest’ultimo, malato di artrite reumatoide, proprio nei giorni precedenti aveva scritto un appello al Premier Conte, al Ministero della salute e al Parlamento.
De Benedetto in questa lettera chiede che venga aumentata la produzione di cannabis terapeutiche da parte dello stato: ad oggi lo stabilimento militare di Firenze è ben lontano dal soddisfare la richiesta dei malati che utilizzano questo prodotto per curarsi. La richiesta nazionale, secondo il governo, è di circa mille kg all’anno ma ad oggi lo stato italiano non riesce a soddisfarla, ed è così costretto a importarne dai Paesi Bassi e dalla Germania, a costi ben più alti rispetto alla canapa made in Italy.
Al contempo, i pazienti italiani trovano sempre più difficoltà nell’acquistare legalmente la cannabis necessaria per le loro terapie, e spesso sono costretti a rivolgersi al mercato nero, con rischi ed i costi del caso, arrivando persino a prodursela da soli.